Non basta saper cantare
testo continua…
Non basta saper cantare
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Francesco De Gregori – Passato remoto – YouTube.
Passato Remoto
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Gli aerei stanno al cielo, come le navi al mare
come il sole all’orizzonte la sera, come vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri col bicchiere nella mano
Chi di voi l’ha vista partire, dica pure che stracciona era
quanto vento aveva nei capelli, se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno, era seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi, giocando a carte col suo destino
Ora i tempi si sa che cambiano, passano e tornano tristezza e amore
da qualche parte c’è una stanza più calda
sicuramente esiste un uomo migliore
io nel frattempo ho scritto altre canzoni, di lei parlano raramente
ma non vero che io l’abbia perduta, dimenticata come dice la gente.
Vola il pavone e vola il cardellino
Vola il pavone e vola il cardellino
Se vai cercando un sassolino d’oro
Vedi che nel mio cuore ce n’è uno
Che se lo trovi non ti pare vero
Se vai cercando d’oro un sassolino
Vola il pavone e vola il cardellino
E vola vola vola vola vola vola
Solo per un’ora per un’ora sola
E vola come le parole e le sciocchezze
E vola come i baci e le carezze
E vola come i baci e le carezze
Se risalisse il fiume alla foresta
Se risalisse il fiume alla foresta
Se ritornasse l’acqua alla montagna
Se rivenisse l’ora della festa
Sarebbe ancora grano la farina
Se ritornasse l’acqua alla montagna
Se si tenesse il mare in una cesta
E vola vola vola vola vola vola
Solo per un’ora per un’ora sola
E vola come le parole e le sciocchezze
E vola come i baci e le carezze
E vola come i baci e le carezze
-
Benvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi
a questi laghi bianchi come la neve, sotto i tuoi passi stanchi
a questo amore a questa distrazione, a questo carnevale
dove nessuno ti vuole bene, dove nessuno ti vuole male.
A questa musica che non ha orecchi, a questi libri senza parole
benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare
e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano
un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano
Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno
a tutti i clackson della mattina, a questo mondo gi troppo pieno
a questa strana ferrovia, unica al mondo per dove può andare
ti porta dove porta il vento, ti porta dove scegli di ritornare
A questa luna tranquilla, che si siede dolcemente
in mezzo al mare c’è qualche nuvola ma non fa niente
perché lontano passa una nave, tutte le luci sono accese
benvenuto figlio di nessuno, benvenuto in questo paese.
o
Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
.
Canzone per l’estate
Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva
con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva
con la radio che ronzava
per il mondo cose strane
e il respiro del tuo cane che dormiva.
Coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane
con il tuo bambino biondo a cui hai donato una pistola per Natale
con il letto in cui tua moglie
non ti ha mai saputo amare
e gli occhiali che tra un po’ dovrai cambiare.
Com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
la tua coda di ricambio
le tue vergini in affitto
le tue rondini di guardia sotto il tetto.
Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
con le tue onde regolate in una stanza
col permesso di trasmettere
e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da scontare.
Com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo
di parole complicate
la tua ultima canzone per l’estate.
Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali
Con l’idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori
col tuo freddo di montagna
e il divieto di sudare
e più niente per poterti vergognare.
Com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
com’è che non riesci più a volare
.
.
PASSATO REMOTO
Il più bel sogno fu
il sogno non sognato
E il miglior bacio
quello non restituito
Ed il più lungo viaggio fu quel viaggio
che non fu iniziato
E fu senza saluto
il più compiuto addio
Consegna il mio stipendio al dio dei ladri
raccogli le mie vesti e spargi il sale
Se vuoi ti puoi tenere i libri e i quadri
oppure puoi buttarli tu
Il più bel giorno fu
il giorno consumato
Ed il più dolce fiato
quello trattenuto
Durò una vita intera
l’ultimo minuto
E non fu mai passato
il tempo che passò
Quel pomeriggio che ti ho detto “Scusami
ma qualche volta chiamami anche tu”
E ancora adesso non ci posso credere
che non ti avrei rivisto più