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		<title>Alessandro Baricco &#8211; Mr Gwyn</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 09:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jasper Gwyn si chiese se l&#8217;avrebbe mai più rivista, e decise che sì, da qualche parte, ma fra molti anni, in un&#8217;altra solitudine Come accade spesso, ci misero un po&#8217; a ricordarsi che, quando muore qualcuno, agli altri spetta di vivere anche per lui &#8211; altro non c&#8217;è, di adatto. Era tutto finito e neppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_393" class="wp-caption alignleft" style="width: 86px"><a href="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/baricco.gif"><img class="size-full wp-image-393" title="baricco" src="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/baricco.gif" alt="" width="76" height="96" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro Barico</p></div>
<p>Jasper Gwyn si chiese se l&#8217;avrebbe mai più rivista, e decise che sì, da qualche parte, ma fra molti anni, in un&#8217;altra solitudine</p>
<hr />
Come accade spesso, ci misero un po&#8217; a ricordarsi che, quando muore qualcuno, agli altri spetta di vivere anche per lui &#8211; altro non c&#8217;è, di adatto.</p>
<hr />
Era tutto finito e neppure con quella solennità a cui sempre avrebbe diritto il tramonto delle cose.</p>
<hr />
Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare &#8211; e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta mai arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio.</p>
<hr />
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		<title>Leonard Cohen &#8211; A thousand Kisses Deep &#8211; YouTube</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 01:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
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		<title>Jefferson Airplane &#8211; Wikipedia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 23:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
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		<description><![CDATA[Jefferson Airplane &#8211; Wikipedia I Jefferson Airplane sono un gruppo rock statunitense di San Francisco, &#8220;bandiera&#8221; della fiorente scena musicale psichedelica che si sviluppò a San Francisco verso la metà degli anni sessanta. Tra i gruppi locali di quel periodo, i Jefferson Airplane furono i primi a esibirsi in uno dei &#8220;concerti dance&#8221; organizzati dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Airplane" target="_blank">Jefferson Airplane &#8211; Wikipedia</a></p>
<div id="attachment_1080" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/JeffersonAirplane.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1080" title="Jefferson Airplane" src="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/JeffersonAirplane-150x150.jpg" alt="JeffersonAirplane" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">JeffersonAirplane</p></div>
<p>I Jefferson Airplane sono un gruppo rock statunitense di San Francisco, &#8220;bandiera&#8221; della fiorente scena musicale psichedelica che si sviluppò a San Francisco verso la metà degli anni sessanta.<br />
Tra i gruppi locali di quel periodo, i Jefferson Airplane furono i primi a esibirsi in uno dei &#8220;concerti dance&#8221; organizzati dal grafico Alton Kelley alla Longshoreman&#8217;s Hall nell&#8217;ottobre 1965; furono i primi inoltre a firmare un contratto discografico con un&#8217;importante etichetta, i primi ad apparire in una trasmissione televisiva in onda su scala nazionale, i primi a raggiungere record di vendite e i primi ad andare in tour nella costa atlantica degli Stati Uniti e in Europa.<br />
Durante i tardi anni sessanta i concerti dei Jefferson Airplane furono tra quelli più seguiti (e più costosi) al mondo, i loro album ebbero vendite considerevoli, entrarono due volte nella Top 10 Hits per i singoli e in altre occasioni nella Top 20 per gli album, e il loro LP Surrealistic Pillow del 1967 è considerato uno degli album chiave della cosiddetta &#8220;Summer of Love&#8221;.<br />
Negli anni ci furono varie defezioni, scissioni e ricomposizioni della band, che si esibì con diversi nomi riflettendo il cambio di tempo e di formazione: &#8220;Jefferson Starship&#8221;, e successivamente solo &#8220;Starship&#8221; prima di diventare i &#8220;Jefferson Starship The Next Generation&#8221; nel 1991. Ma i Jefferson Airplane, così come si erano configurati e avevano raggiunto il successo, se si esclude una momentanea riunione nel 1989 cessarono la loro attività nel 1974.<br />
I Jefferson Airplane sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1996</p>
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		<title>Simul stabunt vel simul cadent &#8211; Wikipedia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
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		<category><![CDATA[latino -]]></category>

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		<description><![CDATA[Simul stabunt vel simul cadent &#8211; Wikipedia L&#8217;espressione latina simul stabunt vel simul cadent significa come insieme staranno così insieme cadranno ed è attualmente usata, in diritto, per indicare i casi nei quali il venir meno di una situazione ha, per conseguenza, la fine contestuale di un&#8217;altra e viceversa. Il primo uso diffuso sui media, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simul_stabunt_simul_cadent" target="_blank">Simul stabunt vel simul cadent &#8211; Wikipedia</a></p>
<p><a href="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi_1984.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1082" title="Berlusconi_1984" src="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi_1984-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;espressione latina <strong>simul stabunt vel simul cadent</strong> significa come insieme staranno così insieme cadranno ed è attualmente usata, in diritto, per indicare i casi nei quali il venir meno di una situazione ha, per conseguenza, la fine contestuale di un&#8217;altra e viceversa.<br />
Il primo uso diffuso sui media, che rese familiare l&#8217;espressione anche ai non giuristi, fu in occasione di una delle prime crisi tra l&#8217;Italia fascista e il Vaticano a proposito del Concordato da poco sottoscritto. Si attribuisce la frase a Papa Pio XI che avrebbe affermato che la messa in discussione del Concordato avrebbe travolto gli interi patti Lateranensi e fatto riaprire la Questione Romana.<br />
La locuzione latina ebbe un momento di popolarità quando fu pronunciata, in maniera corrotta (simul stabunt vel simul cadunt), da Claudio Martelli, in un discorso parlamentare del 1988. L&#8217;errore, corretto al volo da Alessandro Natta, ebbe uno strascico in una successiva interrogazione parlamentare.</p>
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		<title>Angelo Branduardi &#8211; Confessioni di un malandrino</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 11:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folk]]></category>
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		<category><![CDATA[Angelo Branduardi -]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; CONFESSIONI DI UN MALANDRINO Mi piace spettinato camminare il capo sulle spalle come un lume e mi diverto a rischiarare il vostro autunno senza piume. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell&#8217;ingiuria, mi agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Ed in mente mi torna quello stagno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PtgCu4fxvh0&amp;feature=BFa&amp;list=FLnbcM0d2T0MaTc67Wuv46TA&amp;lf=mh_lolz" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/PtgCu4fxvh0&amp;feature=BFa&amp;list=FLnbcM0d2T0MaTc67Wuv46TA&amp;lf=mh_lolz" wmode="transparent" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONFESSIONI DI UN MALANDRINO</strong><br />
Mi piace spettinato camminare<br />
il capo sulle spalle come un lume<br />
e mi diverto a rischiarare<br />
il vostro autunno senza piume.</p>
<p><span id="more-1071"></span>Mi piace che mi grandini sul viso<br />
la fitta sassaiola dell&#8217;ingiuria,<br />
mi agguanto solo per sentirmi vivo<br />
al guscio della mia capigliatura.<br />
Ed in mente mi torna quello stagno<br />
che le canne e il muschio hanno sommerso<br />
ed i miei che non sanno di avere<br />
un figlio che compone versi;<br />
ma mi vogliono bene come ai campi<br />
alla pelle ed alla pioggia di stagione,<br />
raro sarà che chi mi offende<br />
scampi alle punte del forcone.<br />
Poveri genitori contadini,<br />
certo siete invecchiati e ancor temete<br />
il Signore del cielo e gli acquitrini,<br />
genitori che mai non capirete<br />
che oggi il vostro figliolo è diventato<br />
il primo tra i poeti del Paese<br />
e ora in scarpe verniciate<br />
e col cilindro in testa egli cammina.<br />
Ma sopravvive in lui la frenesia<br />
di un vecchio mariuolo di campagna<br />
e ad ogni insegna di macelleria<br />
la vacca si inchina sua compagna.<br />
E quando incontra un vetturino<br />
gli torna in mente il suo concio natale<br />
e vorrebbe la coda del ronzino<br />
regger come strascico nuziale.<br />
Voglio bene alla patria<br />
benchè afflitta di tronchi rugginosi<br />
m&#8217;è caro il grugno sporco dei suini<br />
e i rospi all&#8217;ombra sospirosi.<br />
Son malato di infanzia e di ricordi<br />
e di freschi crepuscoli d&#8217;Aprile,<br />
sembra quasi che l&#8217;acero si curvi<br />
per riscaldarsi e poi dormire.<br />
Dal nido di quell&#8217;albero, le uova<br />
per rubare, salivo fino in cima<br />
ma sarà la sua chioma sempre nuova<br />
e dura la sua scorza come prima;<br />
e tu mio caro amico vecchio cane,<br />
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia<br />
e giri a coda bassa nel cortile<br />
ignaro delle porte dei granai.<br />
Mi sono cari i miei furti di monello<br />
quando rubavo in casa un po&#8217; di pane<br />
e si mangiava come due fratelli<br />
una briciola l&#8217;uomo ed una il cane.<br />
Io non sono cambiato,<br />
il cuore ed i pensieri son gli stessi,<br />
sul tappeto magnifico dei versi<br />
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.<br />
Buona notte alla falce della luna<br />
sì cheta mentre l&#8217;aria si fa bruna,<br />
dalla finestra mia voglio gridare<br />
contro il disco della luna.<br />
La notte e` così tersa,<br />
qui forse anche morire non fa male,<br />
che importa se il mio spirito è perverso<br />
e dal mio dorso penzola un fanale.<br />
O Pegaso decrepito e bonario,<br />
il tuo galoppo è ora senza scopo,<br />
giunsi come un maestro solitario<br />
e non canto e celebro che i topi.<br />
Dalla mia testa come uva matura<br />
gocciola il folle vino delle chiome,<br />
voglio essere una gialla velatura<br />
gonfia verso un paese senza nome.</p>
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		<title>Luigi Tenco</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 01:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Folk]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Tenco -]]></category>

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		<description><![CDATA[wikipedia Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967) è stato un cantautore italiano o, come lui stesso amava definirsi, un compositore. Il suo suicidio[1] avvenuto in un albergo di Sanremo durante l&#8217;edizione del 1967 del Festival della canzone italiana, lasciò sgomento e destò scalpore nell&#8217;ambiente musicale e nella società italiana in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Tenco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Tenco" target="_blank">wikipedia</a></p>
<div id="attachment_1068" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><a href="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Luigi_tenco.jpg"><img class="size-full wp-image-1068" title="Luigi_tenco" src="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Luigi_tenco.jpg" alt="tenco" width="223" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi Tenco</p></div>
<p>Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967) è stato un cantautore italiano o, come lui stesso amava definirsi, un compositore.<br />
Il suo suicidio[1] avvenuto in un albergo di Sanremo durante l&#8217;edizione del 1967 del Festival della canzone italiana, lasciò sgomento e destò scalpore nell&#8217;ambiente musicale e nella società italiana in generale.</p>
<p>Biografia</p>
<p>Gli inizi<br />
Nacque da una relazione extraconiugale della madre, Teresa Zoccola, cameriera presso una famiglia molto benestante di Torino (la famiglia Micca) con Ferdinando, il figlio sedicenne[2][3] della famiglia. La madre venne poi allontanata e ritornò a Cassine, e Luigi prese il cognome del marito della ragazza, Giuseppe Tenco, che morì in circostanze mai del tutto chiarite[4] prima che lui nascesse. I due avevano già un figlio, Valentino.<br />
Trascorse la prima infanzia tra Cassine e Ricaldone (paese originario della madre) fino a che, nel 1948, la famiglia si trasferì in Liguria, dapprima a Nervi e poi a Genova, dove la madre aprì un negozio di vini. Frequentò, con discreto profitto, dapprima il liceo Ginnasio Andrea D&#8217;Oria[5] per poi trasferirsi al liceo scientifico.<br />
Nel 1953 fondò un gruppo musicale, la Jelly Roll Boys Jazz band (composta da Danilo Dègipo alla batteria, Bruno Lauzi al banjo, Alfred Gerard alla chitarra ed egli stesso al clarinetto), che propone tra i tanti brani di Nat King Cole e Kid Ory[6].<br />
Iniziò a suonare il sax nel 1957, quando venne chiamato da Marcello Minerbi (in seguito fondatore dei Los Marcellos Ferial ed arrangiatore per Claudio Lolli in Aspettando Godot) nel Trio Garibaldi, con Ruggero Coppola alla batteria e Minerbi al pianoforte[5]; proprio per il trio Tenco scrive la sua prima canzone, la sigla di apertura dell&#8217;orchestra[7].<br />
Seguì nel 1958 la costituzione del gruppo i Diavoli del Rock con Nicola Grassi, soprannominato Roy, alla batteria e Gino Paoli alla chitarra.<br />
Iscrittosi alla facoltà di Ingegneria, passò poi a quella di Scienze Politiche. In questo periodo entrò a far parte del Modern Jazz Group di Mario De Sanctis.<br />
Nel 1959 si trasferì a Milano, ospite con l&#8217;amico Piero Ciampi di Gianfranco Reverberi che, lavorando come arrangiatore alla Dischi Ricordi, lo fece partecipare come session man alle registrazioni di La tua mano di Gino Paoli e Se qualcuno ti dirà di Ornella Vanoni; si trasferì poi con Ciampi alla Pensione del Corso, in Galleria del Corso 1, dove alloggiavano anche Paoli, Sergio Endrigo, Franco Franchi, Bruno Lauzi ed altri artisti[8].<br />
Ottenne poi un contratto discografico con la Dischi Ricordi come cantante; il suo esordio con il gruppo I Cavalieri risale al 1959. Il gruppo &#8211; che gravitava intorno alla casa discografica Tavola Rotonda, sottoetichetta della Ricordi, da cui il nome, e del quale facevano parte Gianfranco Reverberi, Paolo Tomelleri, Enzo Jannacci e Nando De Luca &#8211; incise un EP con quattro brani, Mai/Giurami tu/Mi chiedi solo amore/Senza parole (che vennero anche pubblicati suddivisi in due 45 giri), pubblicato a nome Tenco. Dopo questa incisione, Tenco adottò gli pseudonimi di Gigi Mai, Dick Ventuno e Gordon Cliff, chiedendo a Nanni Ricordi di non apparire con il suo vero nome per non subire danni d&#8217;immagine essendo studente di Scienze Politiche ed iscritto ad un partito politico[9].</p>
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		<title>Luigi Tenco &#8211; Ciao amore ciao</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 00:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TB-9jtUH4hE&amp;feature=related" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed src="http://www.youtube.com/v/TB-9jtUH4hE&amp;feature=related" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350" /></object></p>
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		<title>DALIDA &#8211; LA DANSE DE ZORBA</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 00:41:27 +0000</pubDate>
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		<title>Dalida</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 00:11:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[wikipedia Dalida, nome d&#8217;arte di Iolanda Cristina Gigliotti (Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1987), è stata una cantante e attrice italiana naturalizzata francese col nome Yolanda Gigliotti. Biografia Nacque a Choubrah (sobborgo alle porte del Cairo) da genitori italiani, calabresi originari di Serrastretta, in provincia di Catanzaro (il suo nome sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalida">wikipedia</a></p>
<div id="attachment_1048" class="wp-caption alignleft" style="width: 312px"><a href="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Dalida1954.jpg"><img class="size-full wp-image-1048" title="Dalida1954" src="http://www.efweb.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Dalida1954.jpg" alt="dalida" width="302" height="401" /></a><p class="wp-caption-text">Dalida - miss Egitto 1954</p></div>
<p>Dalida, nome d&#8217;arte di Iolanda Cristina Gigliotti (Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1987), è stata una cantante e attrice italiana naturalizzata francese col nome Yolanda Gigliotti.</p>
<p>Biografia<br />
Nacque a Choubrah (sobborgo alle porte del Cairo) da genitori italiani, calabresi originari di Serrastretta, in provincia di Catanzaro (il suo nome sarà poi francesizzato in Yolanda). Il padre Pietro, italiano, era primo violino all&#8217;Opera del Cairo.<br />
Fu affetta da uno strabismo per cui si sottopose a diverse operazioni chirurgiche. A diciassette anni vinse il concorso di bellezza Miss Ondine e, poi, Miss Egitto che le aprì le porte del mondo del cinema. In Joseph et ses frères (Giuseppe e i suoi fratelli, con Omar Sharif), doppiò Rita Hayworth; nel 1954 entrò a far parte del cast de Le Masque de Toutankhamon (La maschera di Tutankhamon) e di Un verre, une cigarette (Un bicchiere, una sigaretta).</p>
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		<title>I PROFETI &#8211; ERA BELLA</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 23:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilio2658</dc:creator>
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