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Categoria: Motoveicoli

Dal sito Il VeloSolex in Italia

Nell’aprile del 1946 veniva alla luce il primo VeloSolex, la produzione era della francese SOLEX – Société Industrielle de Fabrication pour l’Automobile et le Cycle, societa a responsabilità limitata con un capitale di 40.000.000 franchi e si trovava al numero 68 di boulevard de Verdun a COURBEVOIE (Seine).

Il VeloSolex veniva costruito su licenza in diversi paesi europei: in Spagna, Olanda, Danimarca e Svizzera ed aveva delle catene di assemblaggio in Irlanda, Finlandia, Grecia e Cipro.

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versity

Yamaha Versity 300

guzzi

Moto Guzzi 350 GTS

Agli inizi degli anni settanta il mercato motociclistico italiano delle “maxi” proponeva mezzi con motori a 2, 3 o 4 cilindri e cilindrate sopra i 500 cc. In questo settore la marca più venduta era la Honda, con le sue CB 4 cilindri; a tenerle testa c’erano le bicilindriche italiane Ducati, Laverda e Moto Guzzi.

Intanto alla gloriosa Benelli accade una rivoluzione, l’imprenditore di origini argentine Alejandro De Tomaso (ex pilota di auto e costruttore delle auto che portano il suo nome) rilevò nel 1971 la casa pesarese salvandola dalla bancarotta.
Motoclub Leumann
Il progetto di rilancio della Benelli era ambizioso, sfidare i giapponesi sul loro stesso terreno, quello delle 4 cilindri, settore nel quale l’industria italiana non si era mai addentrata seriamnete. De Tomaso (che nel 1972 rilevò anche la Moto Guzzi, creando così la più grande Casa motociclistica d’Italia) aveva fretta, per accorciare i tempi fece acquistare una Honda CB500 Four e ordinò ai tecnici pesaresi di “prendere ispirazione” (ovvero: copiare) dal motore nipponico. Nacque così un 4 cilindri di 500 cc, da cui saranno poi derivati un 350 a quattro cilindri e un 750 a sei cilindri. Le 500 e le 750 saranno vendute come Benelli, mentre la 350 sarà marchiata Moto Guzzi. Le vendite iniziarono nella primavera del 1974.

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vespaLa Vespa è uno storico modello di scooter della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio. Il nome, divenuto in seguito famoso in tutto il mondo, sembra sia nato da un’esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: “Sembra una vespa!”, per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria.

(Wikipedia)

Il suo prototipo – l’MP5 Paperino – fu concepito nel biellese quando – durante la seconda guerra mondiale – gli stabilimenti di Pontedera vennero trasferiti in Piemonte, luogo ritenuto più sicuro in funzione dei bombardamenti alleati. Il progetto fu però poi accantonato e il modello non venne più prodotto e commercializzato.

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