
Moto Guzzi 350 GTS
Agli inizi degli anni settanta il mercato motociclistico italiano delle “maxi” proponeva mezzi con motori a 2, 3 o 4 cilindri e cilindrate sopra i 500 cc. In questo settore la marca più venduta era la Honda, con le sue CB 4 cilindri; a tenerle testa c’erano le bicilindriche italiane Ducati, Laverda e Moto Guzzi.
Intanto alla gloriosa Benelli accade una rivoluzione, l’imprenditore di origini argentine Alejandro De Tomaso (ex pilota di auto e costruttore delle auto che portano il suo nome) rilevò nel 1971 la casa pesarese salvandola dalla bancarotta.
Motoclub Leumann
Il progetto di rilancio della Benelli era ambizioso, sfidare i giapponesi sul loro stesso terreno, quello delle 4 cilindri, settore nel quale l’industria italiana non si era mai addentrata seriamnete. De Tomaso (che nel 1972 rilevò anche la Moto Guzzi, creando così la più grande Casa motociclistica d’Italia) aveva fretta, per accorciare i tempi fece acquistare una Honda CB500 Four e ordinò ai tecnici pesaresi di “prendere ispirazione” (ovvero: copiare) dal motore nipponico. Nacque così un 4 cilindri di 500 cc, da cui saranno poi derivati un 350 a quattro cilindri e un 750 a sei cilindri. Le 500 e le 750 saranno vendute come Benelli, mentre la 350 sarà marchiata Moto Guzzi. Le vendite iniziarono nella primavera del 1974.
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