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Categoria: Cucina
acciughe

Bigoli in salsa

Tritate finemente le cipolle e preparate un soffritto in una padella antiaderente. Di tanto in tanto aggiungete una tazzina di acqua finche’ le cipolle non saranno ben soffocate. Nel frattempo lavate bene le sarde. Togliete le lische e aggiungetele alle cipolle. A fuoco basso fate cuocere le sarde fino a quando non si saranno completamente aperte. A parte portate ad ebollizione un pentolone di acqua non salate e fatevi cuocere i bigoli. Una volta cotti bene al dente, scolateli lasciando da parte un po’ dell’acqua di cottura. Versateli nella padella con il sugo, rosolateli per circa 2 minuti aggiungendo 2 cucchiai.
Ingredienti per 6 persone:
600 gr di Bigoli de Bassan Borella - 200 gr di cipolla bianca - 200 gr di cipolla rossa - 160 gr di sarde salate
olio extra vergine di oliva - sale q.b. - pepe q.b.
Tempo di preparazione: 30 minuti circa

Sugo con acciughe Emilio (x4)

acciughe salate 30% - cipolla 40% - tonno 15% - patate 15% - olio extravergine d’oliva - sale –  pepe (peperoncino)

Per la pasta: 500 gr di farina, 3 uova intere, 200 gr di zucchero, 200 gr di strutto.

Per il ripieno: 420 gr di grano cotto, 100 gr di latte, 30 gr di burro, 700 gr di ricotta freschissima, 500 gr di zucchero, 5 uova intere e 2 tuorli, un cucchiaio di acqua di fior d’arancio, limone.

Mettere al fuoco in una casseruola il grano cotto aggiungendo il latte e il burro e la scorza grattugiata di un limone.

Riscaldare per circa 10 minuti mescolando finchè non diventi crema. Frullare, a parte, la ricotta con lo zucchero, le uova intere e i tuorli, la bustina di vaniglia e l’acqua di fior d’arancio. Lavorare il tutto fino a rendere l’impasto molto sottile.

Aggiungere una grattata di scorza di limone. Preparare una pasta frolla con la farina, le uova, lo zucchero e lo strutto.

Fare un impasto senza lavorarlo troppo.

Lasciarlo a riposare per mezz’ora, poi, stenderlo e rivestire una tortiera o più tortiere, distribuendo uniformemente il composto di ricotta. Decorare la pastiera con strisce di pasta frolla. Mettere in forno a fuoco moderato per circa 1 ora finchè la pastiera avrà preso il colore ambrato.

Spegnere il forno e lasciare che l’impasto si ritiri. Spolverare con zucchero a velo. E’ ottima anche dopo due o tre giorni.

Lessare a fuoco basso in acqua aromatizzata con cipolla, carota e sedano i fagioli precedentemente ammollati per 12 ore; salarli verso la fine della cottura.
Preparare un soffritto con olio e aglio, trito di erbe, cannella e acciughe e cuocere fino a sciogliere le acciughe.
Unire l’aceto e far sobbollire per 10 minuti.
Aggiungere una macinata di pepe e versare caldissimo sui fagioli lessati.
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Ingredienti e dosi per 4 persone: 300 g di fagioli secchi  - 1 cipolla - 1 carota - 1 costa di sedano - 50 g di acciughe salate – 2 spicchi di aglio – Olio extravergine d’oliva - Aceto di vino - Pepe nero - Cannella - Sale

Per il trito: Basilico - Mentuccia - Salvia - Rosmarino - Prezzemolo - Sedano

Preparazione
Prendi una quantità adeguata di acciughe sotto sale; più sono belle spesse e grassottelle meglio è. Sciacquale bene, togli le lische, ed eventualmente passale pochi minuti in acqua e aceto.Pesta nel mortaio: aglio, prezzemolo, ottimo olio di frantoio. Prima pesta aglio e prezzemolo, poi diluisci un po’ con poco olio, poi finisci di stemperare il tutto in una scodella. Non devi ottenere una crema spessa, ma un bagnetto piuttosto fluido; la quantità dell’aglio dipende dalla tua tolleranza e quella del tuo prossimo; più ce n’è, meglio è. Facoltativa una presa di basilico per profumare; alcuni aggiungono anche un po’ di peperoncino, ma altera il gusto. Annega a strati alterni i filetti in questa crema, che avrai preparato in quantità sufficiente a ricoprirle completamente.Fai stagionare in frigo, in un’area non troppo fredda, almeno un giorno. Si gustano come antipasto, o ottimo riempitivo per una bella pagnotta. In frigo si conservano per molto tempo, eventualmente rabboccando un po’ l’olio fino a coprirle.

Bagna Caoda 1

Tritare finemente l’aglio e immergerlo per 1 ora nel latte ( ne facilita la digestione), quindi metterlo in un tegame di cotto (mai d’alluminio) insieme alle acciughe dissalate e diliscate a pezzetti, coprendo il tutto con olio e facendo cuocere a fuoco lento, senza che l’aglio prenda colore né l’olio bolla.

Mescolare piano e in continuazione con un cucchiaio di legno per ridurre tutto in poltiglia e lasciar cuocere, sempre lentamente, per 10 minuti circa; poi unire il burro, mescolare sempre e, dopo altri 10 minuti di lenta cottura, portare in tavola il tegame.

Bagna Caoda 2

300 g di olio d’oliva, 150 g di acciughe sotto sale, 50 g di burro di montagna, 6 spicchi di aglio.

La “bagna caöda” deve essere consumata quasi bollente; a tale scopo viene lasciata in tavola posando il recipiente su un apposito fornello alimentato da brace; nella” bagna caoda” verranno intinte principalmente verdure crude: cardi (precedentemente lasciati a bagno in acqua fredda e succo di limone), peperoni crudi o arrostiti, foglie bianche di verza, topinambùr, cavolfiore molto tenero. In alternativa si possono usare anche verdure lessate: cipolle, barbabietole, patate, carote.
Raschiare con un coltellino le acciughe,quindi pulirle con una pezzuola,aprirle e diliscarle. Affettare sottilmente gli spicchi di aglio. In un recipiente di terracotta mettere il burro facendolo sciogliere a fuoco bassissimo, unire l’aglio lasciando che si disfi senza colorire e quindi l’olio e le acciughe, facendo sobbollire a fuoco lento per circa 10′; deve diventare una salsetta. Portare in tavola.

Bagna caoda dell’arciprete

E’ una ghiotta variazione, ingentilita e arricchita, sul tema piemontesissimo della bagna caòda. Proviene dalle zone sud piemontesi, che guardano verso la Liguria.
ingredienti per 4 persone:
1 hg di aglio: si schiacciano gli spicchi, li si copre appena di latte, con poco burro, e li si cuoce piano sino ad ottenere una densa purea.
Il tegame sia di coccio e il cucchiaio di legno, è davvero importante.
Si aggiunge 1 hg abbondante di acciughe ben dissalate, ma non lavate né spinate: si passa poi tutto al setaccio.
Rimesso il passato nel tegame, si aggiungono 1 bicchiere di olio di oliva e 50 g. di burro, cuocendo il tutto ancora per 5 minuti, a fuoco moderato.
Dividete ora il composto in 4 teganimi di terraglia individuali (1 per persona) e sul fondo di questi deponete 4 belle fette di filetto; fate andare per pochi minuti a fuoco vivo, non tanto però che bruci (guai se l’aglio imbiondisce e se l’acciuga scurisce! E’ la rovina del piatto).
Aggiungete olio se necessario.
Portate in tavola i tegamini bollenti, con dentro affogata la carne, e fuori, disposti tutto attorno, gli assaggi delle verdure: per ciascuno, un mezzo cuore di cardo riccio, un boccone di peperone arrosto pelato e uno di peperone crudo, un mezzo cuore di scarola o d’indivia bianca, un pezzo di cavolo crudo, 2 fette di topinabò o rapa cruda o barbabietola, un tocco di porcino crudo, e ciò che vi è di stagione (escluse le verdure aromatiche, come il sedano e il finocchio).
Il pane sia di grissia casereccia, a grosse fette.

Questo “assaggio arricchito” di bagna calda, di succulenta cucina badiale, può suggerire ai nostri ristoranti il modo di offrire ai buongustai, come antipasto, un saggio o piccola degustazione o miniatura di quello che normalmente è un grandioso piatto unico.

E dopo la bagna caòda?

Non il Grande Bollito Misto Piemontese, magari ridotto, ma sempre sciupato, perchè ha la natura di un piatto unico tale e quale come la bagna caòda; anzi, questo di servire un bollitino abbreviato è un errore corrente in Piemonte, da correggere.
Va sempre bene invece un tazzone di caldissimo brodo concentrato di manzo.
E se la gente vuole proprio ancora un piatto per “rifarsi la bocca” – piatto che i padri certo non mettevano – direi che non sia di carne: un intingolo di merluzzo o di anguilla al verde con un cucchiaio di polenta, o meglio un tazzone di zuppa di ceci o di fagioli o minestrone. Bene invece finire con un dolce piemontese casalingo come lo zabaglione, il bonét, la panna cotta.

Vino

Un giro di Barbera nuovo, appena spillato e ancor mostoso, all’inizio, poi sempre buon Barbera di 1 anno o 2, alla fine l’immancabile coppa del nostro Moscato vergine Spumante d’Asti, ben gelato, odoroso di miele e di fiori.

Per la pasta: 500 gr di farina, 3 uova intere, 200 gr di zucchero, 200 gr di strutto.
Per il ripieno: 420 gr di grano cotto, 100 gr di latte, 30 gr di burro, 700 gr di ricotta freschissima, 500 gr di zucchero, 5 uova intere e 2 tuorli, un cucchiaio di acqua di fior d’arancio, limone.

Mettere al fuoco in una casseruola il grano cotto aggiungendo il latte e il burro e la scorza grattugiata di un limone.
Riscaldare per circa 10 minuti mescolando finchè non diventi crema. Frullare, a parte, la ricotta con lo zucchero, le uova intere e i tuorli, la bustina di vaniglia e l’acqua di fior d’arancio. Lavorare il tutto fino a rendere l’impasto molto sottile.
Aggiungere una grattata di scorza di limone. Preparare una pasta frolla con la farina, le uova, lo zucchero e lo strutto.
Fare un impasto senza lavorarlo troppo.
Lasciarlo a riposare per mezz’ora, poi, stenderlo e rivestire una tortiera o più tortiere, distribuendo uniformemente il composto di ricotta. Decorare la pastiera con strisce di pasta frolla. Mettere in forno a fuoco moderato per circa 1 ora finchè la pastiera avrà preso il colore ambrato.
Spegnere il forno e lasciare che l’impasto si ritiri. Spolverare con zucchero a velo. E’ ottima anche dopo due o tre giorni.