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Categoria: Biografie

chiarelettere.it Marco Revelli – Controcanto

Marco Revelli

Marco Revelli è nato a Cuneo il 3 dicembre 1947. Allievo di Norberto Bobbio, laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Torino, è professore ordinario di Scienza della politica presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università del Piemonte Orientale «A. Avogadro». Tra i suoi interessi di studio, la ricerca sul rapporto tra forme della politica e strutture socio-produttive, nel cui ambito si collocano le numerose analisi sulle dinamiche novecentesche tra totalitarismi e democrazia e sul passaggio tra fordismo e postfordismo.

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Woodrow Wilson Guthrie, noto come Woody Guthrie (Okemah, 14 luglio 1912 – New York, 3 ottobre 1967), è stato un musicista, cantautore e folklorista statunitense (il nome completo gli era stato imposto in onore del presidente Woodrow Wilson).
La sua canzone più conosciuta è This Land Is Your Land (Questa terra è la tua terra), che ha ispirato il film Bound for Glory tratto dalla sua autobiografia.
È stato autore di numerosi blues parlati, derivazione del blues e stile precursore della successiva canzone di protesta.
Wikipedia
Woody Guthrie nasce il 14 luglio 1912 ad Okemah, nello stato dell’Oklahoma, una piccola città cresciuta nel periodo del boom petrolifero. Molti hanno fatto fortuna con il petrolio e il padre di Woody è fra questi, ma ben presto i giacimenti si esauriscono gettando sul lastrico intere famiglie, Guthrie compresi.
L’infanzia di Woody è segnata da un susseguirsi di disgrazie: la disavventura finanziaria del padre, la casa che va a fuoco, la sorella che muore in un incidente domestico per l’esplosione di una stufa a petrolio, la madre che viene ricoverata per una grave malattia e infine il padre che muore ustionato in circostanze non chiarite.
Woody rimane ben presto solo, se ne va da Okemah e inizia a vagabondare per tutti gli Stati Uniti; riesce a sopravvivere facendo qualsiasi genere di lavoro.
Impara a suonare l’armonica, la chitarra e il mandolino. Per un breve periodo suona in una country band in Texas perfezionando il suo personalissimo modo di suonare la chitarra, inizia a scrivere canzoni che parlano della vita della gente, dei lavoratori, delle loro lotte, degli scioperi e della fatica quotidiana per la sopravvivenza.
Lui stesso dice: «Scrivo le cose che vedo, le cose che ho visto, le cose che spero di vedere, da qualche parte, in un posto lontano.»

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Ennio Flaiano

Ennio Flaiano (Pescara, 5 marzo 1910 – Roma, 20 novembre 1972) è stato uno sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo italiano. Specializzato in elzeviri, Flaiano scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate.
(Wikipedia)
Nato da Cetteo Flaiano il 5 marzo del 1910, il giovane Ennio passa un’infanzia di viaggi e spostamenti continui tra Pescara, Camerino, Senigallia, Fermo e Chieti, tra scuole e collegi.
Tra il 1921 e il 1922 arriva a Roma, dove termina gli studi secondari superiori, e si iscrive all’università ad architettura. Gli studi universitari non saranno poi compiuti.
All’inizio degli anni trenta conosce Mario Pannunzio e altre firme del giornalismo italiano, iniziando a collaborare per le riviste Oggi, Il Mondo e Quadrivio.
Nel 1940 sposa Rosetta Rota, zia del matematico e filosofo Giancarlo Rota. Nel 1942 nasce la figlia Luisa, soprannominata Lelè. All’età di otto mesi inizia a dare i primi segni di una gravissima forma di encefalopatia che le comprometterà tragicamente la vita. Splendide pagine su questo drammatico evento si trovano ne La Valigia delle Indie. Dal 1943 inizia a lavorare per il cinema con Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni e molti altri. Al cinema lo legherà per sempre un rapporto di amore-odio.
Nel 1947 vince il primo Premio Strega con Tempo di uccidere, appassionato romanzo sulla sua esperienza in Etiopia. Tra il 1947 e il 1971 scrive alcune tra le più belle sceneggiature del cinema del dopoguerra.
Nel 1971 viene colpito da un primo infarto. “Tutto dovrà cambiare”, scrive tra i suoi appunti. Inizia a rimettere ordine tra le sue carte, per dare alle stampe una versione organica della sua instancabile vena creativa: appunti sparsi su fogli di ogni tipo vengono lentamente catalogati. Ma gran parte di questo corpus di scritti è destinato a essere pubblicato postumo.
Il 5 novembre del 1972 inizia a pubblicare sul Corriere della Sera alcuni brani autobiografici. Il 20 novembre dello stesso anno, mentre è in clinica per alcuni semplici accertamenti, viene colpito da un secondo, ma questa volta fatale, infarto. La figlia Lelè morirà nel 1992. La moglie Rosetta si è spenta alla fine del 2003. La famiglia è riunita nel cimitero di Maccarese, vicino Roma.

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Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni (Carate Brianza, 25 giugno 1943) (Wikipedia) è un cantautore, paroliere e insegnante italiano.
È considerato fra i cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei, tanto che «può permettersi di vincere il Festivalbar e di far coppia con i più bei nomi della nostra canzone sul palco del Club Tenco, di scrivere canzoni raffinate e suadenti, di riscrivere la storia di Orfeo ed Euridice, di citare Oscar Wilde ed al tempo stesso di scherzare, cadere di tono, frequentare la canzonetta senza perdere lo spirito e la faccia» come ha scritto Ernesto Assante su la Repubblica.
Ha vinto i quattro premi più importanti della musica italiana: il Premio Tenco nel 1983, il Festivalbar nel 1992, il Festival di Sanremo e il Premio Mia Martini della critica

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Bob Dylan negli anni '60

Bob Dylan, nato con il nome di Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), è un cantautore e compositore statunitense.
(wikipedia)
Distintosi anche come scrittore, poeta, pittore, attore e conduttore radiofonico, è una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura.
La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movement, il movimento di protesta americano. Canzoni come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’ sono diventate gli inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili.
I testi delle sue prime canzoni affrontano temi politici, sociali e filosofici, e risentono di influenze letterarie, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla controcultura del tempo.
Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come country/blues, gospel, rock and roll, rockabilly, jazz e swing, ed anche musica popolare inglese, scozzese ed irlandese.

Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) (wikipedia) è un cantautore, poeta e compositore canadese.
Leonard Cohen è nato a Montreal nel 1934 da una famiglia ebraica immigrata nel Canada. Suo padre era polacco e sua madre lituana.
Fin dai tempi dell’università a Montreal, Leonard Cohen si dedica alla poesia. La sua prima raccolta vede la luce nel 1956, con il titolo di Let Us Compare Mythologies. In questo periodo si incontra con alcuni amici poeti, in un congresso informale di lettura e critica dei rispettivi componimenti. Un primo album di reading, contenente otto poesie recitate da Cohen, esce nel 1957 con il titolo di Six Montreal Poets. Nel 1961 viene pubblicata la raccolta di poesie The Spice-Box of Earth.
Trasferitosi a Hydra, un’isoletta della Grecia, famoso rifugio di artisti d’ogni genere, pubblica nei primi anni sessanta raccolte di poesie (tra cui Flowers for Hitler) e due romanzi, Il gioco preferito (1963) e Beautiful Losers (1966).

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Alexandra Leaving – Leonard Cohen musica e video
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Ivan Della Mea

Ivan Della Mea, all’anagrafe Luigi (Lucca, 16 ottobre 1940 – Milano, 14 giugno 2009) (Wikipedia), è stato un cantautore, scrittore e giornalista italiano.

È nato a Lucca il 16 ottobre 1940 ma si è trasferito in giovanissima età a Milano, divenendo un cantante e un autore milanese anche per la scelta linguistica. Sue sono tra le più belle ballate contemporanee in dialetto milanese, come El me gatt (poi ripresa, tradotta in dialetto napoletano, da Daniele Sepe), Ringhiera[1] (dedicata in parte alla Strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974), Mio dio Teresa tu sei bella, La ballata dell’Ardizzone[2]. Protagonista della Nuova canzone politica italiana dagli anni sessanta e (sua tra le tante è O cara moglie, pubblicata su 45 giri nel 1966), ha avuto per compagni di strada Fausto Amodei, Michele Straniero, Sandra Mantovani, Giovanna Daffini, Rudi Assuntino, Gualtiero Bertelli, Alfredo Bandelli, Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Sandra e Mimmo Boninelli, Alessio Lega e gruppi come il Nuovo canzoniere milanese, il Canzoniere Pisano, il Nuovo Canzoniere Bresciano, gli E’Zezi di Pomigliano d’Arco, gli Apuamater, il Gruppo Padano di Piadena, I giorni Cantati, il Canzoniere Veneto, Peppino Marotto e i cantori di Orgosolo, Pino Masi e tanti altri.

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Alda Merini

Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in via Papiniano 57 da famiglia di condizioni modeste.

(Wikipedia) (Wikiquote) (sito ufficiale)

Il padre, Memo Merini, svolgeva lavoro di dipendente presso le assicurazioni la “Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo” e la madre, Emilia Painelli, era casalinga. Era mediana di due fratelli (Anna, nata il 26 novembre 1926 ed Ezio, nato il 23 gennaio 1943 che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia). Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche in occasione della seconda edizione dell’Antologia di Spagnoletti: che era una ragazza sensibile e dal carattere melanconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: “… perché lo studio fu sempre una mia parte vitale“.Dopo aver terminato il ciclo elementare con voti molto alti, frequenta i tre anni di avviamento al lavoro presso l’Istituto “Laura Solera Mantegazza” in via Ariberto e cerca, senza riuscirci per non aver superato la prova di italiano, di essere ammessa al Liceo Manzoni. Nello stesso periodo si dedica allo studio del pianoforte, strumento da lei particolarmente amato.

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