Il memoriale del cantautore:”Sono un viaggiatore di confine”
Le sigarette sono rimaste nel cassetto, nel luogo proibito, a portata di mano. Ogni tanto Francesco Guccini accarezza la stessa intensa sensazione della giovinezza. L’ebbrezza della trasgressione, il fiammifero che brucia il tabacco, la prima boccata da trattenere in gola, come ai tempi in cui sul greto del fiume, dopo aver cucinato con gli amici dell’adolescenza polli rubati o pesci d’acqua dolce, aspirava i rametti secchi e porosi, i “vizzadri” e qualche sigaro, con effetti tragicomici. Un paio d’anni fa, gli avevano garantito, con la sicumera che contraddistingue i crociati, che nulla sarebbe stato più come prima. Che sapori e odori, sarebbero tornati, come per magia. Da quando ha scoperto l’inganno, Guccini ha ripreso a fumare con più lena di prima. Innaffiando con il rosso le notti stellate, con un libro nella destra e la filosofia ancestrale, la stessa di sempre, a occupare i pensieri.
Commenti