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se non ora, quando?

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Archivio per febbraio 2010

Charles Bukowsky

EREMITA IN CITTA’

oziando nella foresta della mia stanza

con alberi al tungsteno; la civetta del caffè bollente,

ragnatele brinate d’oro sopra le finestre

lo sguardo fisso all’inferno che c’è fuori;

fiato di sigarette: statue di perfezione,

né impagliate o trascinate via

in cancri di vaniloquio;

ruote e motori strisciano

fino a gassosi arresti lungo il dente di sciabola;sollevando granelli di sabbia

i miei alberi formicolano di rime scimmiesche,

sfondando il soffitto coi rami

rompendo le antenne della tv

e l’urlo cavernoso delle risate in scatola,

dello spirito in scatola;

oziando, oziando in questa foresta,

calle erba, pietra,

l’uniforme pace notturna

senza pace né bombardieri,

e io sogno il sogno di pietra,

il sogno d’erba,

il fiume che mi scorre tra le dita,

centocinquanta anni fa,

lasciando chiazze di graniglia e oro

e radio,

alzato e rivoltato da pesci istupiditi

e lasciato cadere,

nel sonno….

La civetta sputa il suo caffè

le mie scimmie mi illustrano il piano incomprensibile,

e i miei muri,

i miei muri aiutano a sopportare il sequestro.

Alessandro Barico

LA BELLEZZA
Aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di cio’ che si e’ perduto.


LA NATURA
La natura ha una sua perfezione sorprendente e questo e’ il risultato di una somma di limiti. La natura e’ perfetta perche’ non e’ infinita. Se uno capisce i limiti, capisce come funziona il meccanismo. Tutto sta nel capire i limiti.
…….
E la’, dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
continua…

Bruno Arpaia

Semmai, adesso la cosa difficile è capire com’è che tutto si è confuso al punto da cancellare, persino nel ricordo, la libertà che assaggiavate a morsi, quell’emozione di sentirsi vivi, di gridare “Noi”

Enrico Fermi aveva ragione quando sessant’anni fa per primo propose un meccanismo in grado di spiegare le enormi energie raggiunte dai raggi cosmici che permeano la nostra Galassia… – LaSTAMPA.it.

Sale, scende, cupa mente

via veloce poi più niente.

Sale, scende, indipendentemente.

Il memoriale del cantautore:”Sono un viaggiatore di confine”
Le sigarette sono rimaste nel cassetto, nel luogo proibito, a portata di mano. Ogni tanto Francesco Guccini accarezza la stessa intensa sensazione della giovinezza. L’ebbrezza della trasgressione, il fiammifero che brucia il tabacco, la prima boccata da trattenere in gola, come ai tempi in cui sul greto del fiume, dopo aver cucinato con gli amici dell’adolescenza polli rubati o pesci d’acqua dolce, aspirava i rametti secchi e porosi, i “vizzadri” e qualche sigaro, con effetti tragicomici. Un paio d’anni fa, gli avevano garantito, con la sicumera che contraddistingue i crociati, che nulla sarebbe stato più come prima. Che sapori e odori, sarebbero tornati, come per magia. Da quando ha scoperto l’inganno, Guccini ha ripreso a fumare con più lena di prima. Innaffiando con il rosso le notti stellate, con un libro nella destra e la filosofia ancestrale, la stessa di sempre, a occupare i pensieri.


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Benvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi
a questi laghi bianchi come la neve, sotto i tuoi passi stanchi
a questo amore a questa distrazione, a questo carnevale
dove nessuno ti vuole bene, dove nessuno ti vuole male.
A questa musica che non ha orecchi, a questi libri senza parole
benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare
e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano
un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano
Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno
a tutti i clackson della mattina, a questo mondo gi troppo pieno
a questa strana ferrovia, unica al mondo per dove può andare
ti porta dove porta il vento, ti porta dove scegli di ritornare
A questa luna tranquilla, che si siede dolcemente
in mezzo al mare c’è qualche nuvola ma non fa niente
perché lontano passa una nave, tutte le luci sono accese
benvenuto figlio di nessuno, benvenuto in questo paese.