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Bruno Arpaia

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Semmai, adesso la cosa difficile è capire com’è che tutto si è confuso al punto da cancellare, persino nel ricordo, la libertà che assaggiavate a morsi, quell’emozione di sentirsi vivi, di gridare “Noi”

Gotan Project – Wikipedia.

Il più bel sogno fu
il sogno non sognato
E il miglior bacio
quello non restituito
Ed il più lungo viaggio fu quel viaggio
che non fu iniziato
E fu senza saluto
il più compiuto addio

Consegna il mio stipendio al dio dei ladri
raccogli le mie vesti e spargi il sale
Se vuoi ti puoi tenere i libri e i quadri
oppure puoi buttarli tu
Il più bel giorno fu
il giorno consumato
Ed il più dolce fiato
quello trattenuto
Durò una vita intera
l’ultimo minuto
E non fu mai passato
il tempo che passò

Quel pomeriggio che ti ho detto “Scusami
ma qualche volta chiamami anche tu”
E ancora adesso non ci posso credere
che non ti avrei rivisto più

Gli aerei stanno al cielo, come le navi al mare
come il sole all’orizzonte la sera, come vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri col bicchiere nella mano

Chi di voi l’ha vista partire, dica pure che stracciona era
quanto vento aveva nei capelli, se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno, era seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi, giocando a carte col suo destino

Ora i tempi si sa che cambiano, passano e tornano tristezza e amore
da qualche parte c’è una stanza più calda
sicuramente esiste un uomo migliore
io nel frattempo ho scritto altre canzoni, di lei parlano raramente
ma non vero che io l’abbia perduta, dimenticata come dice la gente.

Vola il pavone e vola il cardellino
Vola il pavone e vola il cardellino
Se vai cercando un sassolino d’oro
Vedi che nel mio cuore ce n’è uno
Che se lo trovi non ti pare vero
Se vai cercando d’oro un sassolino
Vola il pavone e vola il cardellino

E vola vola vola vola vola vola
Solo per un’ora per un’ora sola
E vola come le parole e le sciocchezze
E vola come i baci e le carezze
E vola come i baci e le carezze

Se risalisse il fiume alla foresta
Se risalisse il fiume alla foresta
Se ritornasse l’acqua alla montagna
Se rivenisse l’ora della festa
Sarebbe ancora grano la farina
Se ritornasse l’acqua alla montagna
Se si tenesse il mare in una cesta

E vola vola vola vola vola vola
Solo per un’ora per un’ora sola
E vola come le parole e le sciocchezze
E vola come i baci e le carezze
E vola come i baci e le carezze

Questo sarebbe il mondo che avevamo sognato,
l’insulto che a vent’anni mi aveva innamorato,
la consunzione rosa del cielo nella sera,
la parola d’amore sospirata leggera.
Io da questo strisciare e fingere poesia
non conosco nessuno, nessuno è casa mia
e ho guardato lontano cercando di vedere…

Addio alle armi
addio, addio alle armi,
addio alle armi, solo non odiarmi
addio alle armi, addio,
addio alle armi.

Questo sarebbe il mondo che volevo cambiare.
Per poi farmene cosa, che non fosse giocare?
Invenzione del freddo, e il sangue sempre rosso,
la voglia di buttarvi tutto l’amore addosso.
La palla di biliardo che perde tutti i punti
per rompere la noia di essere vincenti,
le campane di Barga che sussurrano: dormi…

Addio alle armi
addio, addio alle armi,
addio alle armi, solo non odiarmi
addio alle armi, addio,
addio alle armi.

Questo sarebbe il tempo che inventa la memoria,
la fine di un amore che fa grande una storia,
filosofi a incastrare sentimento e pensiero,
partita che finisce da sempre zero a zero.
Coglionate di “forse”, di “poi si può cambiare”
e l’inganno dei sensi che ti fanno impazzire,
i figli, i figli forse solo per non finire…

Addio alle armi
addio, addio alle armi,
addio alle armi, solo non odiarmi
addio alle armi, addio,
addio alle armi.

È morto il jazzista Nicola Arigliano Una vita tra musica e televisione – Corriere del Mezzogiorno.

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Charles Bukowsky

EREMITA IN CITTA’

oziando nella foresta della mia stanza

con alberi al tungsteno; la civetta del caffè bollente,

ragnatele brinate d’oro sopra le finestre

lo sguardo fisso all’inferno che c’è fuori;

fiato di sigarette: statue di perfezione,

né impagliate o trascinate via

in cancri di vaniloquio;

ruote e motori strisciano

fino a gassosi arresti lungo il dente di sciabola;sollevando granelli di sabbia

i miei alberi formicolano di rime scimmiesche,

sfondando il soffitto coi rami

rompendo le antenne della tv

e l’urlo cavernoso delle risate in scatola,

dello spirito in scatola;

oziando, oziando in questa foresta,

calle erba, pietra,

l’uniforme pace notturna

senza pace né bombardieri,

e io sogno il sogno di pietra,

il sogno d’erba,

il fiume che mi scorre tra le dita,

centocinquanta anni fa,

lasciando chiazze di graniglia e oro

e radio,

alzato e rivoltato da pesci istupiditi

e lasciato cadere,

nel sonno….

La civetta sputa il suo caffè

le mie scimmie mi illustrano il piano incomprensibile,

e i miei muri,

i miei muri aiutano a sopportare il sequestro.

Alessandro Barico

LA BELLEZZA
Aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di cio’ che si e’ perduto.


LA NATURA
La natura ha una sua perfezione sorprendente e questo e’ il risultato di una somma di limiti. La natura e’ perfetta perche’ non e’ infinita. Se uno capisce i limiti, capisce come funziona il meccanismo. Tutto sta nel capire i limiti.
…….
E la’, dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
continua…